Diario di una Donna Mediale #1: Quando trovi il tuo nome, tutto cambia
Ti รจ mai capitato di cercare una parola che potesse esprimere chi sei? Un concetto che potesse raccontarti, rappresentarti, un filo che unisse tutte le parti di teโฆ ma che sembrava sempre sfuggirti?
A me รจ successo.
Ho passato anni a cercare parole che potessero raccontarmi, che contenessero la mia natura profonda, la mia forma, il mio modo di percepire il mondo e accompagnare altri. Ma le parole non bastavano. E piรน cercavo di nominarla, piรน quella forma mi scivolava via tra le mani.
Sembravo immersa in una nebbia,ย in cui sai che qualcosa cโรจ, ma non lo puoi vedere chiaramente. Io stessa ero immersa nella nebbia. Finchรฉ un giornโฆ un giorno normale, come tutti gli altri, stavo leggendo il materiale creato da una collega americana Trainer di SoulCollageยฎ, per un suo workshop โฆ ed รจ arrivata, come un fulmine
Non era un nome nuovo, eppure dentro di me era come se lo fosse. Lo ascoltavo per la prima volta. Ha fatto un rumore sordo, profondo, sacro. ร stato come se tutto, improvvisamente, si illuminasse, si chiarisse.
Ho pronunciato quella parola ad alta voce. La parola era: Mediale.
Donna Mediale
E qualcosa, dentro, ha risposto: โFinalmente.โ
Quando ho pronunciato ad alta voce “Sono una Donna Mediale”, รจ stato come se l’universo intero facesse un respiro di sollievo. Non era un’etichetta, lโennesima definizione in cui sentirmi stretta. Era piรน una soglia, uno spazio vibrante. Una eco dell’anima.
Chi รจ la donna mediale?
Dare un nome รจ un atto archetipico. Nominare significa riconoscere, rendere reale.
Mi stavo nominando per la prima volta, io che avevo sempre rifuggito definizioni e prescrizioni. ร stato catartico. Mi sono subito chiesta: da dove viene questa parola? Chi l’ha creata?
Chi รจ questa Donna Mediale? E cosa significa davvero esserlo?
Il termine “mediale” deriva da โmediumโ, cioรจ โcolei che sta nel mezzoโ.
Mediale รจ colei che sta: Tra il visibile e lโinvisibile. Tra coscienza e inconscio. Tra spirito e materia.
A pronunciarla รจ stata Antonia Wolff, psicoanalista junghiana e pioniera della psicologia femminile. Secondo lei la Donna Mediale รจ una delle quattro forme archetipiche fondamentanti della psiche femminile. ร colei che si muove tra i mondi, che porta messaggi dallโinconscio collettivo, che sente ciรฒ che non รจ ancora visibile.
ร lโintuitiva.
Lโoracolare.
La sensibile profonda.
Colei che si lascia attraversare.
Questa teoria fu esposta da Toni Wolff nel 1934 in un saggio presentato ad una conferenza dal titolo: Le Forme strutturali della psiche femminile che ha lasciato un’impronta silenziosa ma potentissima
Nel suo lavoro, Toni Wolff descrisse quattro forme profonde che abitano l’anima della donna:
- La Madre
- L’Etera
- L’Amazzone
- La Mediale
Non ruoli, ma strutture psichiche. Modalitร profonde dell’essere.
Toni affermava che:
โPer la conoscenza e realizzazione di sรฉ per la donna moderna puรฒ non essere solo importante essere consapevole della sua attitudine (introversa o estroversa) e delle funzioni psicologiche di base (pensiero, sentimento, sensazione, intuizione) ma anche capire quale forma strutturale della psiche corrisponde meglio alla sua personalitร .โ
La Donna Mediale non vive per sรฉ stessa. Vive per dare voce a ciรฒ che il mondo ha dimenticato o non vuole sentire. ร colei che รจ immersa nel campo, nellโatmosfera psichica collettiva. E porta messaggi di veritร che abbiamo dimenticato o che spesso non vogliamo sentire.
Un’identitร dimenticata
Questa figura archetipica รจ sempre esistita. Ma negli ultimi duemila anni รจ stata spesso ignorata, esclusa, fraintesa.
Nella nostra societร , che valorizza la logica, la concretezza, la linearitร โฆuna donna che โsente troppoโ, che percepisce ciรฒ che gli altri non vedono, รจ vista come strana, diversa, fuori dal normale.
Troppo fragile. Troppo intensa. Troppo sensibile.
E cosรฌ molte Donne Mediali sono cresciute sentendosi sbagliate. Hanno imparato ad adattarsi, a nascondersi, a negarsi. Hanno cercato di assumere ruoli esterni che erano piรน confacenti alle Amazzoni o alle Madri, ma dentro sentivano un vuoto. Una mancanza. Non potevano riconoscersi.
Riconoscersi, finalmente!
Quando ho trovato quel nomeโฆnon era solo una parola.
Era uno specchio. Una casa. Una corrente archetipica profonda.
Ho capito che non ero sola.
Che altre donne, come me, erano cresciute nella nebbia, sentendo tutto, ma non avendo il linguaggio per dirlo. E cosรฌ ho iniziato a studiarla.
A cercare le sue radici.
A leggere Toni Wolff, Clarissa Pinkola Estรฉs, Roberta Bassett Corson.
A scoprire che quellโidentitร invisibileโฆ stava tornando.
Che cโerano altre voci come la mia.
Che non ero pazza. E nemmeno esagerata.
E oggi sono qui per questo. Per condividere ciรฒ che ho imparato. Per portare in luce ciรฒ che รจ rimasto troppo a lungo nellโombra.
I doni e le sfide
Essere una Donna Mediale non รจ semplice.
I suoi doni sono potenti:
- Lโintuizione profonda.
- La connessione con il simbolico e lโimmaginale.
- La capacitร di percepire il campo invisibile.
- La creativitร ispirata.
- Lโempatia.
Ma con questi doniโฆ arrivano anche ombre e difficoltร :
- Confusione in ciรฒ che sente: tra ciรฒ che รจ suo e ciรฒ che รจ dellโaltro o addirittura del collettivo.
- Iper-sensibilitร e la fatica a mettere confini.
- Isolamento e solitudine
- Disorientamento.
- Frammentazione
- Esaltazione
- La fuga dal quotidiano
- Difficoltร a incarnarsi pienamente, a vivere la vita materiale
- Scambiare fantasie per contenuti visionari
- La sensazione di venire da un altro luogo, di estraneitร
Ma proprio queste ombre sono porte di trasformazione.
Perchรฉ lo siano รจ importante radicarsi. Trovare strumenti per sostenere questa natura.
Nominarsi. Ascoltarsi. Circondarsi di donne che comprendano, che parlino la stessa lingua.
Perchรฉ oggi รจ fondamentale risvegliarla
Viviamo in un mondo che ha dimenticato il ritmo naturale, il silenzio, il senso. La Donna Mediale non รจ solo un’identitร personale. ร una funzione collettiva.
Porta ascolto dove c’รจ rumore. Porta senso dove c’รจ confusione. Porta visione dove cโรจ disorientamento
Ma ha bisogno di essere legittimata. Onorata. Riconosciuta.
Un invito
Se ti sei rispecchiata in queste paroleโฆ Se anche tu ti sei sentita โdiversaโ, โsottileโ, โtroppoโโฆ
Se hai sempre saputo di avere un compito, ma non riuscivi a dargli un nomeโฆ
Riconoscersi come Donna Mediale non รจ chiudersi in una definizione. ร aprirsi a una veritร interiore. Non รจ qualcosa da capire. ร da sentire. Dare spazio alla risonanza.
Ciรฒ che non ha mai avuto nome, ora lo trova. Forse anche tu sei una Donna Mediale.
Nei prossimi episodi esploreremo insieme la teoria di Toni Wolff, le sue strutture archetipiche femminili, il rapporto con lโinconscio collettivo, il potere dei simboli, la memoria antica, e molto altro.
Al prossimo episodio.
Con amore,
Laura
